Già lunedì sera 21 ottobre in Città Alta si sollevavano i boccali di birra, in un pub dai sapori british. Da martedì e ancor nella giornata della gara, mercoledì 23 ottobre, ecco che i colori biancoverdi si vedono anche in giro per la città. È una trasferta decisamente numerosa quella dei tifosi del Celtic a Bergamo: in 1.300 riempiranno il settore ospiti del Gewiss Stadium, ma molti (alcune centinaia) sono in città anche senza biglietto e seguiranno la partita nei bar. Come al solito, il calcio si mischia al turismo. Ma sempre con senso d’appartenenza: rigorosamente vestiti di biancoverde, si notano diversi gruppetti di tifosi del Celtic tra il centro piacentiniano e Città alta. Nota di colore, in parecchi girano in maglietta e pantaloncini; abituati al clima più pungente di Glasgow, la timida ottobrata di Bergamo ha per loro il calore d’inizio estate.
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Bergamo si colora di biancoverde: in città 1.300 scozzesi
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Il raduno nel pomeriggio in piazzale Alpini
Dalle 9 di mercoledì è scattata la consueta ordinanza anti-alcol (divieto di somministrazione di bevande sopra i 5 gradi e di asporto di bibite in bottiglia di vetro o in lattina; al limite dei 5 gradi fanno eccezione i ristoranti per il servizio al tavolo), il cui perimetro è stato allargato anche a zone periferiche della città; durerà sino alle 6 del mattino di giovedì, quando gli scozzesi cominceranno a ripartire verso casa. Dal primo pomeriggio i tifosi del Celtic saranno concentrati in piazzale Alpini, da lì partiranno poi le navette per il trasbordo verso lo stadio. Facile che, vista la numerosità dei supporter scozzesi, qualche gruppo cerchi d’incamminarsi a piedi. Anche per questo, le misure di sicurezza sono rafforzate.
Il cuore diviso a metà
Sarà una serata divisa a metà tra mente e cuore allo stadio per chi tifa Celtic e Atalanta, contemporaneamente. «È una partita un po’ divisiva, perché oltre a tifare Celtic si tifa anche l’Atalanta. Ma sì, abbiamo più il cuore nel Celtic: non è facile, ma capita una sola volta…». Chissà, magari capiterà ancora, perché la rivoluzione atalantina ha spalancato orizzonti inimitabili. Vale anche per questo incrocio che il destino riserva ai Bergamo Celts, gruppo di tifosi bergamaschi del Celtic, e con proiezioni decisamente internazionali. «Sì, la sognavamo una partita così», sorride Fabrizio Mangili, referente dei Bergamo Celts: «Ma un conto è sognare, un conto è realizzare certi sogni».

Il gruppo dei Bergamo Celts
Parecchio attivo sui social, e impegnato pure nel sociale, il gruppo ha alle spalle una storia lunga oltre un decennio: «Siamo nati come gruppo di persone uniti dall’amore per il Celtic o dalla curiosità per la storia di questo club, per i colori della maglia, per la sua particolarità – racconta Mangili -. Abbiamo iniziato a seguire il Celtic tra il 2012 e il 2013, poi ci siamo strutturati nel settembre 2013, “esordendo” in un Milan-Celtic di Champions League (18 settembre 2013, vittoria rossonera per 2-0, ndr). Da lì non ci siamo più fermati». Di strada, insomma, ne hanno fatta: «Siamo un gruppo piccolo, non è la classica squadra internazionale che tanti seguono, ma il Celtic è un club dal grande fascino – prosegue Mangili -. Ogni anno andiamo almeno due volte in Scozia a vedere le partite del Celtic, anche il derby con i Rangers quando riusciamo a trovare i biglietti, e cerchiamo di fare anche le trasferte europee».

Nel nome c’è il richiamo a Bergamo, ma il respiro è decisamente globale: «Di Bergamo in realtà al momento siamo solo un paio: il nostro gruppo ha sempre avuto dei legami fuori dall’Italia, con un forte sviluppo a Barcellona, con ragazzi italiani che vivono lì da tempo, e poi a Glasgow, con dei ragazzi scozzesi che abbiamo conosciuto nelle prime trasferte e che si sono affezionati a noi, decidendo di entrare nel nostro club». Anche per il forte impegno sociale: «È una delle regole fondamentali del gruppo – spiega Mangili -. In passato abbiamo raccolto dei fondi per la Pediatria del “Papa Giovanni”, adesso siamo impegnati con un progetto di solidarietà per la Palestina e in futuro ci piacerebbe fare qualcosa contro la violenza sulle donne, un’emergenza sia in Italia sia in Scozia».
Insieme al Tucan’s
Intanto, il clima partita è già iniziato. «È da un mese che siamo in contatto e stiamo preparando questo appuntamento – continua Mangili -. In molto non hanno trovato il biglietto: ci troveremo così a vedere la partita al Tucan’s (pub di Città alta), sarà una bella festa». È la Bergamo biancoverde.

(Foto di
Bedolis)

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Maraviglia)
Alle 16.30 sono iniziati ad arrivare i pullman dell’Atb che da piazzale Alpini hanno portato i tifosi allo stadio. Una festa di tifo e colore, pronti per la partita.
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Pesquisa da Ufac é premiada em Congresso Brasileiro de Sementes — Universidade Federal do Acre
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10 de setembro de 2026Pesquisadores de programas de pós-graduação (PPGs) da Ufac conquistaram o prêmio de melhor trabalho na categoria Mestrado durante o 23º Congresso Brasileiro de Sementes, realizado de 25 a 28 de agosto, em Foz do Iguaçu (PR), e promovido pela Associação Brasileira de Tecnologia de Sementes. O estudo trata de uma técnica baseada no uso de ultrassom para acelerar a germinação e o crescimento de mudas.
A autora principal é a mestranda Lívia Brito, com a colaboração de Ítalo Ribeiro, Rayane de Oliveira, João dos Santos, Janaína Alencar, Evandro Ferreira e Luis Maggi, que integram os PPGs em Ciência, Inovação e Tecnologia para a Amazônia; Biodiversidade e Biotecnologia; Produção Vegetal e Ciência Florestal, além do Instituto Nacional de Pesquisas da Amazônia (Inpa).
O trabalho avaliou os impactos do ultrassom na espécie arbórea conhecida popularmente como bordão-de-velho ou sete-cascas. A planta possui valor econômico para alimentação humana e animal, além de potencial para projetos de reflorestamento. Contudo, a produção de mudas enfrenta barreiras devido ao seu revestimento, uma rigidez na casca da semente que dificulta a entrada de água e atrasa a germinação.
Os testes conduzidos no Laboratório de Biofísica da Ufac/Bionorte demonstraram que a aplicação de ultrassom com determinada frequência e intensidade pelo período de cinco minutos aumentou o percentual e a velocidade do processo de germinação. A tecnologia é pioneira no país, sem registros anteriores de aplicação em escala industrial no Brasil.
Segundo Lívia, a expectativa da equipe é estender a metodologia a outras culturas agrícolas e espécies nativas, sobretudo as ameaçadas de extinção. A investigação também abrange experimentos com a castanha-do-brasil, apontando dados preliminares de que doses específicas de ultrassom podem elevar os teores de proteína bruta e nitrogênio total nas plantas.
A comitiva da Ufac no congresso contou ainda com outras apresentações. Ítalo Ribeiro expôs os efeitos da técnica no crescimento inicial da ‘Apuleia leiocarpa’, espécie moveleira sob ameaça de extinção; Ronald Antônio Nascimento de Souza apresentou resultados aplicados a sementes de sangue-de-dragão e moringa; e o professor e orientador Luis Eduardo Maggi apresentou um software em desenvolvimento projetado para estimar com precisão a quantidade de energia acústica aplicada sobre as sementes.
(Fhagner Soares, estagiário Ascom/Ufac)
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publicado:
09/09/2026 10h59,
última modificação:
09/09/2026 11h03
As inscrições são gratuitas e estão abertas no site do 5º Simeco.
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Egressa de mestrado em CZS obtém prêmio de pós-graduação — Universidade Federal do Acre
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1 de setembro de 2026A engenheira agrônoma Mirian Soares de Amorim, aluna egressa do curso de Agronomia e do mestrado em Ciências Ambientais, do campus Floresta da Ufac, em Cruzeiro do Sul, obteve o 2º lugar na categoria Pós-Graduação do 5º Prêmio Margarida Alves de Estudos sobre Ruralidades e Feminismos, cujo resultado final foi divulgado em 17 de março. O evento foi promovido pelo Ministério do Desenvolvimento Agrário e Agricultura Familiar.
O estudo destaca a articulação entre a transição agroecológica e a igualdade de gênero, enfatizando o papel central das mulheres rurais, ribeirinhas e agricultoras na preservação da agrobiodiversidade e na soberania alimentar na Amazônia. No mestrado, sob orientação do professor Kleber Andolfato de Oliveira, Mirian também aprofundou investigações sobre o desenvolvimento sustentável e o papel das populações rurais no manejo dos ecossistemas amazônicos.
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